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Homeland – Caccia alla spia: 1x9

Fuoco incrociato

Brody, dopo essere andato al supermercato, viene aggredito nel parcheggio sotterraneo da alcuni uomini e portato nell’abitazione di Mansour Al-Zahrani; qui l’uomo ricorda alcuni episodi della sua prigionia. Tre anni prima, il sergente Brody viene portato da Abu Nazir in un appartamento dotato di tutti i comfort; dopo avergli liberato le mani e tagliato barba e capelli gli presenta suo figlio Issa, ordinando a Brody di insegnarli l’inglese. Con il passare del tempo il ragazzino impara la lingua e i due stringono un legame padre-figlio molto forte. Un giorno, la scuola di Issa è colpita da un missile in cui perde la vita insieme ad altri ottantadue bambini; devastato dalla perdita di Issa, Brody guarda un video-messaggio del vice presidente statunitense Walden che dichiara che il missile era destinato a colpire Abu Nazir, ma che nessun bambino è rimasto ucciso, e che le voci diffuse al riguardo sono solo propaganda dei terroristi; qui si concludono i suoi ricordi del passato. Carrie sospetta che l’Imam della moschea, luogo dell’incidente, sia a conoscenza di informazioni utili a trovare Walker; l’Imam non ha però alcuna intenzione di parlare con l’agente fin quando l’FBI non si assuma la responsabilità dell’incidente avvenuto nella sua moschea. Avendo le mani legate Carrie non può far altro che aspettare ma, fortunatamente, la moglie dell’Imam decide di parlare da sola con Carrie e le confida che Walker si incontrava segretamente nella moschea con un diplomatico della Arabia Saudita, riconosciuto grazie alla targa della sua auto. Grazie all’informazione fornita dalla donna, la CIA identifica subito il diplomatico Mansour Al-Zahrani come l’uomo agganciato con Walker; Saul e Carrie cominciano a tenere d’occhio l’uomo fuori la sua abitazione con dei limiti a causa della sua immunità diplomatica. Nel frattempo, in una foresta, Tom Walker fa dei tiri di prova con il suo fucile di precisione dove poco dopo si imbatte in un cacciatore con cui scambia quattro chiacchiere; l’uomo sembra riconoscerlo e dopo poco va via, per poi essere ucciso dallo stesso Walker prima di avvisare le autorità; Tom nasconde il corpo sul retro del pick up e parte a bordo dell’auto. Ripresa conoscenza, Brody si siede davanti a un monitor con una web cam e parla con Abu Nazir; dopo essersi sfogato riguardo alla menzogna sulla morte di Tom Walker, Nazir gli ricorda il motivo per cui ha accettato in primo luogo la sua missione, ovvero la morte di Issa e le menzogne che gli Stati Uniti hanno raccontato nel corso della guerra. Dopo aver concluso la conversazione con Nazir, Mansour Al-Zahrani informa Brody che se vuole continuare la missione deve accettare l’incarico d’ufficio che a breve il vice presidente Walden gli proporrà. Non appena rientra in casa, per giustificarsi dei segni del pestaggio subito, il sergente spiega a Jessica di essere stato rapinato; in seguito la moglie lo avverte che il vice presidente ha lasciato un messaggio per lui nella segreteria telefonica.

Homeland – Caccia alla spia 1×9
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Nov. 27, 2011
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